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Qualità vuol dire assoluta assenza di additivi chimici e conservanti nelle eccellenze La Golosa. Vuol dire 100% di frutta lavorata rigorosamente a mano, senza trucchi né inganni. Qualità è ancora differenziarsi dalla grande industria promuovendo il prodotto nelle piccole realtà come enoteche e gastronomie. La filosofia del produttore è ben espressa da parole come: sensorialità, amore per la scoperta dei profumi e dei sapori, attrazione per il gusto. Mangiare il prodotto di un territorio significa apprezzarne la sua semplicità, apprezzare la natura.

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Marmellata di Arancio Biondo del Piceno

A partire da: 3,50

Arancio Biondo del Piceno
Accessione n. 91 Repertorio Regionale – Biodiversità Agraria L.R. 12/2003
Marmellata ottenuta dalle arance varietà BIONDO DEL PICENO dello storico AGRUMETO BACHER di Grottammare, trasformate dalla nostra Azienda Agricola.

100 g
  • 100 g
  • 220 g
  • 1000 g
Svuota
COD: N/A Categoria:
Descrizione

Descrizione

Ingredienti:
Arancio Biondo del Piceno, zucchero, succo di limone.

Frutta utilizzata:
90 g per 100 g

Prodotto e trasformato da:
Az. Agr. La Golosa di Curi Maurizio
Via Coste, 24
63853 Montelparo (FM)

Informazioni:
L’etichetta del prodotto consegnato riporterà la data di preparazione e la data di scadenza.
La conservazione è comunque garantita per 36 mesi dalla data di produzione.
Il prodotto dovrà essere conservato in frigorifero dopo l’apertura.

 

ASSAM – Banca Dati Repertorio Regionale

Arancio Biondo del Piceno – CENNI STORICI ED AREA DI DIFFUSIONE

Le prime notizie certe della coltivazione degli agrumi (aranci amari, cedri, limoni e pomeli) sul litorale piceno risalgono al XIV secolo. Gli aranci, secondo Zavatti, furono introdotti sulla costa marchigiana dai marinai siciliani. L’areale storico della coltivazione degli agrumi in pieno campo, lungo la costa picena, interessava la fascia litoranea che da San Benedetto del Tronto si sviluppa verso nord fino a Civitanova Marche, alla foce del fiume Chienti, che in passato costituiva il limite settentrionale della coltura degli agrumi sul versante adriatico della penisola.

Il fulcro della produzione commerciale degli agrumi nelle Marche è costituito dal tratto costiero che va da San Benedetto del Tronto a Porto San Giorgio, territorio soggetto, sin dal Medioevo, al dominio della città di Fermo, che individuò nella coltivazione e commercializzazione degli agrumi un’attività produttiva strategica e di rilevante interesse economico, tanto che impose il divieto di esportare, al di fuori dello stato fermano, piantine di agrumi idonee ad essere trapiantate.

I centri tradizionalmente legati a questa forma di agricoltura specializzata risultavano essenzialmente: San Benedetto del Tronto, Grottammare, Cupra Marittima, Massignano, Campofilone, Pedaso, Torre di Palme. La coltivazione veniva praticata perlopiù lungo il tratto costiero, sui versanti delle innumerevoli valli con esposizione meridionale oppure nella fascia pianeggiante rivierasca.

In questo modo le colture risultavano protette dai venti freddi di provenienza settentrionale ed orientale. Tuttora persistono, a ridosso delle antiche mura cittadine esposte a sud, le caratteristiche strutture murarie ad arco finalizzate alla coltivazione degli agrumi, nonché ingegnosi sistemi di raccolta d’acqua che servivano anche il complesso degli orti medioevali. Grottamare, senza dubbio, è da considerare il centro maggiormente legato alla coltivazione degli agrumi, tanto che da secoli l’arancio è raffigurato sullo stemma comunale, in considerazione dell’importanza che la pianta ha rivestito per questa comunità.

Informazioni aggiuntive

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Peso N/A
FORMATO

100 g, 220 g, 1000 g

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